Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Veneto, Padova

data di fondazione08.11.1928
data di fusione2008

Nei primi anni '20, per far fronte alla penetrazione concorrenziale e alle aggregazioni tra i vari istituti di credito, la Cassa di Risparmio di Padova assorbì la Cassa di Monselice e propose a quella di Rovigo di unirsi in una Federazione; la proposta, inizialmente rigettata dall'Istituto di Rovigo, venne approvata con regio decreto legge 10 febbraio 1927 n. 2. L'anno seguente, l'8 novembre 1928, si procedette alla fusione tra i due istituti, che diede vita alla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che cominciò ad operare il 14 gennaio 1929. Dopo un periodo critico, dovuto ai contraccolpi dell'economia di guerra, la Cassa partecipò attivamente alla ripresa economica della zona di competenza, attraverso l'erogazione dei finanziamenti speciali stanziati dallo Stato per il sostegno alle aziende agricole, industriali, commerciali e artigianali. L'Istituto fu inoltre fra i partecipanti al fondo di dotazione del Mediocredito delle Venezie, costituito nel 1954, contribuendo così alla creazione della zona industriale di Padova e allo sviluppo della piccola e media impresa nella regione. L'attività prevalente della Cassa, comunque, rimase l'esercizio del credito agrario, accanto ai prestiti cambiari, ai conti correnti e al credito fondiario. La Cassa inoltre contribuì largamente al sostegno del Polesine in occasione dell'alluvione che colpì duramente la zona nel 1951, tramite finanziamenti a comuni, province ed enti pubblici, prestiti all'edilizia privata e alle opere pubbliche. Nel 1973 l'Istituto assorbì la Banca del Monte di Lendinara. Nel 1994, insieme alla Cassa di Risparmio di Venezia, costituì il gruppo Casse Venete, ampliatosi poi con la Banca Agricola di Cerea (assorbita nel 2003) e con le Casse di Risparmio di Gorizia e Udine e Pordenone. Successivamente, insieme al gruppo Casse Emiliano Romagnole, si costituì il gruppo Cardine, confluito poi in Sanpaolo-IMI. Nel 2008 il gruppo Intesa Sanpaolo procede all'integrazione con i propri sportelli, creando la banca rete Casse di Risparmio del Veneto.

relazioni

ente conservatore

percorsi

personalità di rilievo

Novello Papafava dei Carraresi

(Padova, 1 giugno 1899 - Padova, 10 aprile 1973)
Novello Papafava dei Carraresi, figlio di Francesco e Maria Meniconi Bracceschi, avviati gli studi classici a Firenze, nel 1915 si trasferisce a Padova. Fin da giovane è avvezzo a frequentare il mondo degli intellettuali e politici, dal momento che il padre animava prima nella sua villa fiorentina e poi a Padova una sorta di cenacolo di studiosi. Gaetano Salvemini e Giovanni Amendola partecipano alla sua istruzione. Arruolatosi volontario nel 1916, non viene mobilitato per ragioni anagrafiche; arriverà sul fronte il 25 ottobre 1917, i giorni di Caporetto, partecipando al ripiegamento dall'Isonzo al Grappa e il 29 ottobre 1918 è sul Piave, dove merita una medaglia di bronzo al valor militare. Viene poi assegnato all'Ufficio armistizio e confini del Comando supremo, dove è alle dipendenze di Ferruccio Parri.  Aderisce all'occupazione di Fiume, ma - capita la manovra eversiva di D'Annunzio - abbandona ben presto la causa. Autore di diversi articoli e saggi su riviste in merito alla strategia italiana militare della guerra, collabora con Salvemini aderendo al progetto di rifondazione della vita politica  con la Lega democratica per il rinnovamento della politica nazionale. Amico di Cesare Musatti, il 10 maggio 1922 si laurea in filosofia. Il 27 settembre 1922 si sposa con Bianca Emo Capodilista. Fin dagli albori, attua una drastica opposizione al fascismo, i suoi scritti  in merito suscitano il consenso di Carlo Rosselli. Scrive sul Il popolo e firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti, diventando oggetto di attacco da parte degli squadristi. Con la dittatura, la sua opposizine diventa silenziosa, ma senza compromessi. Negli anni Trenta è impegnato ad approfondire gli studi psicoanalitici, ad occuparsi di filosofia e fede. Interviene con articoli su rivsite religiose, intrattenendo rapporti con Alcide De Gasperi. Nel suo palazzo padovano nel settembre 1943 nasce il CNL veneto. Con l'instaurazione della Repubblica sociale viene incarcerato per un mese e il suo palazzo requisito. Scrive testi relativi al liberalismo cattolico, opponendosi all'idea di un partito unico per i cattolici. Dal giugno 1945 al maggio 1946 la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha una gestione commissariale: con decreto prefettizio del 9 giugno 1945 Novello Papafava viene nominato presidente. Dagli anni Cinquanta si occupa dei problemi legati alla riforma agraria, assumendo il ruolo di raccordo tra il mondo agricolo e la Democrazia Cristiana. Candidato del PLI nel 1958, è presidente RAI al 1961 al 1964.


palazzi di pregio

Palazzo Donghi Ponti

Il Palazzo viene progettato da Daniele Donghi nel 1913, edificato sull'asse viario strategicamente destinato ad accogliere le sedi rappresentative delle maggiori forze economiche cittadine, venne ampliato su progetto di Gio Ponti tra il 1961 e il 1964. Sia l'architettura, trionfale nell'uso dell'ordine gigante nella facciata principale e più discreta verso Piazza Eremitani, sia i cicli decorativi interni, immagini gioiose di gusto Liberty di Giovanni Vianello, affidano alle forme dell'arte messaggi inneggianti alle virtù del risparmio e del lavoro.

bibliografia

- Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, La Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo dal 1954 al 1965, Como, Tipografia Comense, 1966;
- Giulio Monteleone e Aldo Stella, Centocinquantanni di vita della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, 1822-1972. Lineamenti storici, Padova, Liviana Editrice, 1974;
- Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Ufficio Segreteria (a cura di), Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, 1822-1972, Genova, S.I.A.G., 1972;
- Atti del 150° anniversario di fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Padova, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Servizio pubbliche relazioni promozione e propaganda, s.d.

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